NertSiamo alle prese con due nuovi canti, Nert e A planc cale il soreli, rispettivamente armonizzati da G.Susana e G.Malatesta.

L'approccio consueto prevede di apprendere testo ed armonia, per poter imbastire un'esecuzione minima, sulla quale poi effettuare gli aggiustamenti necessari per rendere il brano, nel complesso, gradevole e fluido.

 

C'è un aspetto, però, che sentiamo di dover in ogni caso considerare, nell'iter di apprendimento di un canto, ed è il messaggio contenuto nel testo. Il coinvolgimento emotivo, principale componente di un'esecuzione (almeno, per noi), necessita del calarsi nel racconto, nella situazione narrata nel breve testo.

La difficoltà, rappresentata dal veicolo linguistico "straniero", dev'essere superata e la competenza coristica affinata per poter assorbire non solo il senso e la storia ma anche i suoni, la pronuncia e l'enfasi, propri di un linguaggio che esprime, per sé stesso, l'impronta genetica e la storia di un popolo.

 

Nert - Erto

da una poesia di Sante Della Putta, scolpita su una stele di pietra, posta al centro del paese (v. foto).

Musica di Giorgio Susana

 

Sante Della Putta

 (foto Corriere delle Alpi)

Nia in dut

sciase infumintade

sciaméise de sudèur

rodis insanganade

rémpene sèintha chèur.

'Na frassa

'na branscia de fegn

sorége che va

luna che vegn.

Nia in dut

nevére

rove sèintha fruth

ma quant calèur

quant amèur

de ùage che lus

de levre ros de fèuc.

Nèrt

dolà ign'èilo

come te altre lèuc?

Niente in tutto

case annerite dal fumo

camicie intrise di sudore

dirupi insanguinati

pendii che tolgono il respiro.

Un ramo

una manciata di fieno

sole che va

luna che viene.

Niente in tutto

grandi nevicate

rupi senza frutto

ma quanto calore

quanto amore

di occhi che luccicano

di labbra rosse fuoco.

Erto

dove esiste un altro luogo

come te?

 

                                        

                                        

E forse non è stato un caso che questo canto, Nert, sia arrivato quest'anno, nel quale ricorre il 50° anniversario del disastro del Vajont.

Sarà un nostro umile omaggio a quelle innocenti vittime dell'umana ingordigia.

 

 

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