cantopopolareIl canto popolare vive una sua storia complicata e tortuosa.
L’origine di moltissimi canti tradizionali si perde nella notte dei tempi: non si sa, né si saprà mai, chi ne è stato l’autore, o se mai ve ne sia stato uno in particolare. L’interesse per le espressioni popolari è fenomeno relativamente recente. Per molto tempo è stata considerata materia vile e priva di interesse artistico. Pertanto, quando specialisti di ogni paese si sono dedicati alla ricerca sulle origini, le fonti e la diffusione del canto popolare, si sono presentate molte difficoltà perché, proprio in conseguenza di quel completo disinteresse che le generazioni passate hanno mostrato, si è creato un vuoto di documentazione. 

Questa situazione vale però per l’Italia e non può essere generalizzata.

La seconda difficoltà è data dal processo di modificazioni, fusioni, trasformazioni a volte anche radicali che questi canti hanno subito, nel tempo, attraverso la trasmissione orale e l’adattamento a gruppi etnici diversi. Ecco perché, come per le favole, si trovano in regioni lontanissime tra loro canti simili, differenziati nella forma, ma ispirati allo stesso tema.

A permettere la diffusione di tanti canti dalla contrada natia ad altre genti e paesi è stata indubbiamente l’universalità dei sentimenti espressi, al di là dei fatti di cronaca da cui essi hanno tratto spunto. Il tempo ha provveduto ad eliminare le sovrastrutture legate al gusto di un’epoca, conservandoci linee melodiche che traggono valore dalla semplicità e dai versi di efficace essenzialità poetica.
I canti delle vallate, sparsi tra le varie regioni montane, sono numerosissimi e di alcuni esistono più versioni, a seconda dei dialetti e delle epoche nelle quali la tradizione popolare modificava o aggiungeva o semplicemente aggiornava i testi e le melodie. Nel caso dei canti di montagna c’è stata un’influenza della Francia ed in particolare dei Valdesi. E’ curioso constatare come molti tra i canti piemontesi più noti abbiano oltr’alpe un preciso corrispondente.

Sicuramente già con il Risorgimento l’esigenza di affermare l’italianità attraverso il canto era molto forte: alcuni canti fondamentali della nostra storia (basti pensare all’inno di Mameli) hanno avuto origine in quel momento. E’ però la prima guerra mondiale a codificare in qualche modo la nascita di questo genere musicale così particolare. Da questo momento i canti di montagna iniziano un cammino autonomo che non si è più fermato.

Dobbiamo arrivare ad un’epoca successiva perché questo patrimonio musicale possa essere catalogato, anche attraverso armonizzazioni per coro a quattro voci maschili grazie al coro della SAT di Trento.
Loro furono modelli per tanti altri cori che impararono così a conoscere, ad amare e diffondere, le ricchezze di un tesoro di musica e poesia uscito dall’ombra.

[tratto dal “ Canzoniere” del coro Monte Cauriol, adattamento di Aline Fiorot]

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