romaLe chat private del coro, fin dall'ora del nostro ritorno, si sono popolate e si stanno ancora allungando con svariati commenti sull'esperienza "romana".
Roma è sempre Roma, niente da dire, però la pagina che è stata scritta, in questo week-end, va ben oltre l'epopea classica, e descrive un incontro oltre la poesia e, in buona parte, oltre la realtà che ci immaginavamo.

Siamo partiti, per la capitale, con la curiosità di capire come mai un coro di giovani avesse pensato di invitarci, noi che potremmo, a ben vedere, essere i genitori di una qual parte di loro. Non mancavano i ricordi di quel breve incontro, in alta montagna quando, tra un panino e una birra, quella moltitudine di colori ci investì e trascinò nel turbinio dei loro sorrisi e della loro voglia di vivere e sperimentare, spavaldi com'erano (da buoni romani...) nelle loro presentazioni e nel modo di condurre i brani.
Un po' capimmo che qualcosa s'era intrecciato, forse repertori comuni, forse il fatto che non fossimo così "seriosi" come altri gruppi adulti, forse s'accorsero che eravamo piuttosto controcorrente, zingari, "famigerati", come ebbero poi ad apostrofarci nel loro calendario...
Fatto sta che, già alla fine della pensilina di Roma Termini, il sorriso e la spontaneità di Michele, Gloria e Marco ci han messo subito a nostro agio, tra biglietti cumulativi, gates di metro, scale mobili e ... inizia così la full immersion capitolina. La parola d'ordine era "vedi di non restare indietro...".
Fatta base nella storica sede del Coro Ana di Roma (waw..., che onore!), con le foto del Pedrotti in primo piano, depositati gli zaini, il primo giro turistico in centro, che piacere le cante fatte tra Vittoriano, Fori Imperiali e Ara Pacis..., con i turisti passanti incuriositi ad ascoltarci, col sottofondo di manifestanti ed elicotteri turbolenti...
Mai avremmo pensato di sentir echeggiare le nostre voci in cotanta ambientazione..
Stupenda la chiesa, ancor più sorprendente la figura di mons. Natalino Zagotto, fatalmente veneto e così aperto e affabile... con le sue interessanti testimonianze e le reazioni commoventi.
I ragazzi del Cantering che arrivavano alla spicciolata... ma quanti sono, caspita!? Magliette, felpe variopinte di varie fogge... e le prime prove...
La temperatura aumenta, la curiosità aleggia, la voglia di cantare impera...
Sediamoci e sentiamo... Ad ascoltare Michele, con la sua verve, più che un concerto sembra una rimpatriata... e rimpatriata sia! Tranquilli...
I brani dei ragazzi sono pura freschezza, docili alle orecchie e caldi nel cuore, bella scelta di repertorio... Un grande Dodo coreografico, seppur visto da dietro, in perfetta simbiosi con le note... un amalgama di meraviglie. E sono bravi, azz.., altro che ragazzini... Un po' d'ansia da prestazione comincia ad aleggiare tra le nostre fila, disperse tra le navate... Che figura ci facciamo, di fronte a tanta precisa e potente vocalità, noi "vecchiacci"?
Stagliati e sicuri i solisti, avvolgente il pieno coro, profondi i bassi... Bis chiesto ancora 3 brani prima della fine del programma, quasi per timore di rimaner senza quel bendidìo...
Un'eco che non sfuma, neppure quando termina la prima parte del concerto. Sembra quasi di rovinar qualcosa, a salir la navata e prendere posto, dopo la ventata profumata..
Dai, sotto, Codine! Fatevi valere. Mal che vada, abbiam girato l'italia..
Ma poi gli applausi e i visi amici ci han rincuorati e distesi... Tiriamo fuori il cuore, non sbaglia mai, quello...
E qualcosa di buono è uscito, seppure un po' di stanchezza avesse cominciato a filtrare, verso fine scaletta.. ma l'entusiasmo ci ha avvolti e accompagnati, fino alla mega-cena.
E anche qui abbiamo apprezzato l'inventiva e la disponibilità (ma chi v'ha detto che siamo come locuste? :-) C'era di tutto e di più, sfidiamo chiunque a finir tutta quella roba.
Anche il nostro cambusiere è rimasto stupefatto... e ce ne vuole! Pure la lasagna!
Il resto è un gradito reframe... giro ulteriore oltretevere e gran ri-magnata...
Grandi, ragazzi, veramente un'accoglienza grandiosa!
Speriamo di avervi lasciato un bel ricordo, così come quello che portiamo a casa noi...: un'endovena di frizzante giovinezza.
Qualcuno ha detto che potreste essere le Code di Bosco di 20 anni fa...
Un profondo grazie e un presto arrivederci. Dove e quando è solo da programmare.

TP

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