birra_figaSapevamo che la corriera non sarebbe stata senza effetti secondari, ma non volevamo proprio privarci di questa esperienza che, fin dai suoi primi abbozzi, si mostrava ricca e coinvolgente.

Il pullman, all'inizio, non s'è mostrato particolarmente d'accordo (gomma gemella interna distrutta, a 30 km dalla partenza... 2 ore di sosta forzata - qualcuno ha stappato una bottiglia di Valpolicella Ripasso, anche in segno scaramantico, pur se erano solo le 5 di mattina...), ma poi tutto s'è allineato con i nostri propositi: incontrare nuovamente gli amici di Pins-Justaret era come tornare a casa, sapevamo già che le fatiche del viaggio si sarebbero velocemente riassorbite non appena avessimo udito le grida, sentito gli abbracci e il pulsar dei cuori di quelle care persone. Ed infatti così è stato.

Al sibilo dei pistoni delle portiere, teste e colli che giravano, a cercare i volti noti di chi era lì per accoglierci e portarci a casa... occhi che s'incrociavano e mani che salutavano, che richiamavano l'attenzione. Era tardi, ma non troppo. I nostri due bravi autisti un'oretta l'avevano recuperata.

Sentirsi così coccolati, a 1200 km da casa, non è cosa di poco conto. Per capire come cosa si provi ad essere ospiti degli italiani di Francia bisogna farne esperienza, non si può spiegare né raccontare. In quei volti si leggono tante emozioni, le bocche raccontano storie vere e dagli occhi trapelano profondi sentimenti, un misto di nostalgia, di curiosità, di amarezza, ...voglia di scuotersi di dosso uno strano destino, recuperare antiche ed inutili distanze imposte da un'economia mai sazia, accorciare radici troppo stirate, cancellare dalla storia lo scempio della miseria, che tanto ha frammentato il nostro popolo. Questo ed altro si nota, anche nei giovani, dopo varie generazioni.Aude

Con questo potente condimento affettivo, ci siamo apprestati a rendere omaggio a queste nostre genti, regalando ciò che meglio ci riesce: le vibrazioni delle nostre gole, spesso annodate per l'emozione, per far riecheggiare nei cuori l'appartenenza ad una pronuncia, ad una frase, ad una parola, ad un sentire profondo che, se trasmesso gioiosamente, può superare qualsiasi confine, qualsivoglia politica o sbarramento economico, perché in quel posto dove nasce il suono, non ci può stare altro che amore.

Grazie fratelli di Pins-Justaret, di Tolosa e di qualsiasi altro luogo, italiani o non italiani. E' stata un'occasione meravigliosa, un luogo prezioso, scelto con cura, un evento organizzato con profusione di sforzi ed energie (grazie al gruppo InCanto, all'Associazione per il gemellaggio di Pins-Justaret e a chiunque altro abbia contribuito), per celebrare ciò che da sempre i popoli hanno usato per riconoscersi e per far passare le paure: il canto..

E speriamo di essere riusciti a restituire, almeno in parte, ciò che ogni volta ci regalate e che ci portiamo a casa, fuori e dentro.

Ora godetevi con noi questo ricordo canoro, Pavana di Bepi De Marzi. In Francia è sempre venuta stupenda, e questa volta superba... Merito vostro, che l'avete apprezzata e sentita vibrare nel cuore.

 

 

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