semenzaDopo quasi una settimana, ripresomi dalle fatiche, mi sento di scrivere due righe sulla Orsago-Monte Cavallo (OMC).
Intanto un grazie enorme a Tiziano e Gianfranco, compagni di avventura per aver condiviso questa splendida esperienza.
Un grazie ancor piu' forte a chi ci ha raggiunto Domenica, permettendoci un tranquillo rientro...

Riguardando le immagini della nostra traversata mi sono reso conto di averne già nostalgia, e mi sono chiesto perchè.

La realtà è che, come spesso accade nelle esperienze itineranti, si accumulano aspettative, emozioni, visioni, condivisioni, al di la del caldo e delle fatiche che ci hanno afflitto. Pensavo fin dall'inizio che sarebbe stata una cosa epica; invece no : è stata un esperienza mistica, una dolce rivisitazione di luoghi e situazioni note trasfigurati in una ricapitolazione della nostra esperienza di montagna....

L'incoscienza delle 5 del mattino, quando la sagoma del Monte Cavallo è un ombra nera 

alle 5

 sopra le case ed il campanile di Orsago...

 

 

 

 

 

l'attraversamento dei nostri paesi ancora addormentati, il caffè da Gianfranco, il castello di Cordignano...

 

paesi mattina bivio

  

le prime fatiche sul sentiero del Patriarca con la luce radente sui Pianai ed il raggiungimento delle Code di Bosco alle 7.30 del mattino

patriarca sentiero

 

il panorama della pianura dal castelletto Cavarzerani, la ricerca della tagliata nel bosco e nei pascoli, fino alla casera Pizzoc...

bosco bosco1

 

la sosta con visita alla Casera Costa Cervera, dove in ambiente bucolico una giovane casara trasforma ogni giorno 400litri di latte in formaggio

 piano formaggio

 

il caldo di metà mattina fino a Casera Busa Bernart; l'arrivo alla agognata Casera Ceresera per la sosta di metà salita

 

caldo1 caldo2

 

l'incredibile e silenzionsa traversata nel profondo del bosco del Cansiglio, dal Col del Gal al monte Croseraz...

croseraz croseraz2 

Tutte queste sono cose che sembrano banali se prese una ad una, al contrario fatte tutte insieme formano un concentrato di bellezza incomaparabile. Partendo a piedi, da casa, i soliti posti non sono più i soliti posti; nella sequenza di spazio e tempo dei nostri piedi ogni cosa assume significati diversi.

Poi le cose si sono fatte anche dure il sole a picco e il caldo inclemente ci hanno colto allo scoperto dopo la sella del Croseraz, dietro al Col Cornier nel primo pomeriggio e ci hanno tormentato sulle balze del Zuc Tarondo e mentre passavamo di fianco all'Antro delle Mate. Ciononostante i luoghi erano talmente belli da far mancare il fiato.

E in effetti il fiato ha cominciato a mancarmi sul serio.

fiato 

Giunti alla Forcella Palantina, dopo 9 ore già nelle gambe, incominciava la parte piu'impegnativa del percorso con la salita della cresta erbosa Sud del monte Colombera, la discesa della cresta Nord Ovest, la Salita della Palantina con discesa alla Forcella del Cavallo e, infine la salita della Cima del Cavallo (Rosso). Dopo pochi passi mi sono reso conto di non avere piu' le forze per quel "su e giù", e nemmeno per fare foto, come potete notare......

Con la certezza di rimanere piantato in cresta ho preferito scendere a Casera Palantina per salire direttamente al Semenza per poi raggiungere la cima del Cavallo successivamente senza zaino (Arancio).

crose palantina  

Ho visto Tiziano e Gianfranco proseguire in cresta e sparire dietro la linea del Colombera lungo il percorso originale. Alle 17.00 sono arrivati in vetta. Un ora dopo ci siamo reincontrati al rifugio.

Nemmeno il rifugio, in quelle condizioni, è stato più lo stesso. Quella casupola fra le crode aride si è trasformato nella piu' bella ed accogliente delle mete.

rifugio1 rifugio 

​Più tardi ho apposto anch'io la firma sul libro di vetta, vicino a quella di Tiziano e Gianfranco: sulla nostra appartenenza ci siamo qualificati come "Code di Bosco". E mi è quasi venuta la lacrimuccia pensando a quanti anni sono passati da quando questa cosa l'avevamo immaginata, a chi c'era, a chi non ha potuto esserci ed alla fortuna di poter ancora vivere un'avventura così.

Il resto è il solito trionfo delle Code di Bosco: baritoni o non baritoni. Tanto c'è Gian.

rifugio2 rifugio3

 

Gigi

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