VateBisoIl Vate® Biso, autodefinitosi "cantor della mona", sostiene di aver ritrovato, in una grotta di Venegazzù, un rotolo manoscritto in lingua volgare "vulvo-maccheronica", una sorta di lettera pastorale, dove si narra di un coro medievale...

 

 

Dalla prima lettera di Fra Carlo apostolo ai Coristi...

 

Fratelli, nell'artistico vociar foste riuniti, che comun lingua v'apparenta

et nello insieme star, gradevolezza foste chiamati a donar.

Ma alcune veritade dello singolo corista van esser espresse fedelmente

chè, per codeste virtù, foste anco apprezzati, di perfezion non tutti foste fecondi.

E par exemplar nominerem lo segaiol Joppo, che di musica et cantica considera materia oscura;

o com lo Mario, che nello cantar trova lo tempo per il balsamico Vicks spalmarsi l'ascella et anco nello sudoku cimentarsi.

Et, non di manco, Gianni, che per telepatia canzon apprende, mentre cum diabolico tecnologicum strumentum messaggia.

Et ancor lo basso Patrizio, che nello terribil glissato resta supremo maestro.

Lo Toni, di criptica musonesca faccia, ognor s'appresta a ricercar la vibrazion sì bassa, che l'immondo demonio consigliossi e che sempre fé incazzar il di lui accosto Tego, lo quale, ricco di ferormon, attira le tentazion dell'Alessandro de mesma sezion.

O Alessandro, Basso tra bassi, che una tantum scosso est da piacevol comportamento epiletti-compulsivo, che con muliere sua manifestossi cum abbondante figliolanzam.

Di vichinga stirpe, Loris è discendenza et cum forza virulenta mantenessi sua sezion nello giusto tono.

Misteriosa funzion dello Carlo orefico, dissipator di psichismi parassiti fecit cum scaramantiche gesta.

Ricordossi ancor lo Marco, appellato "la tromba umana", sì detto non per mirabil nobiliose pudenda, ma per voce che assomigliossi a cotal istrumenta.

Direm, segretamente, del carnal amor tra lo caldo Alfredo et lo Gigi, di canicola ugola dotato, che in pausa di cantica, proferiscon laude poetiche l'un l'altro.

Ancor unico, in sua virtude, si guardi all'Achille, non pelide ma peloso, 'che di voce sua niun seppe e che s'apprezza come solista nella parte dello muto.

Nico, lo sordo, tien buona favella, ma canta sempre altra canzon che nulla c'entra cum quella manifesta.

Luca, detto "lo bello", servìa appunto per abbellir l'armata, che fisicamente dà un'impression ingrata e disperata.

Altresì singolar appartenenza, manifesta lo FrancoGian, c'arriva allo coro per lo lieto riposar e, con sua ampia dormita, gli animi va calmar.

Ecco lo major vecchio Checco che, com'altri di tanto s'atteggia a maestro, chiara segnanza di senil demenza.

Et lo Gianni, cambusier, che partecipassi alla coral prova sul per infin pietanza condivider.

Non di manco di altri lochi dello mundo, anco nillo coro, manifestassi fantasmatiche apparizion, non di madonne ma di figura ectoplasmatica dello Lucio, percepibil sol da medianici coristi.

Si guardi ancor allo Stefano, cun carica importante, dello quale lo vero merito è d'aver copracciglia abbondante.

Dello Matteo, nun evangelico, et dello Pio Fabio, direm che nell'execuzio cantis, abbisognino di comunicar l'un l'altro cose chelli giorni avanti accumulossi in lor capocchia, per liberar la stessa di tal zavorra.

Et lo Toni, di strafoi ben fornito, parrìa che, oltre commerciar sue erbette, fecit abuso di fumo d'istrania origin, che lo bizzarro comportamento tradisce, com pur l'occhio suo ch'appare di sarda fritta o di lesso nasello.

Et, infin, nominerem l'om, dello quale niun corista degno è di slacciar sua calzata et baciar lo fetido piede...

Isso, lo 3 volte sancto Berto Gil, maestro di gran cappella, che con orgasmica devozion feconda la brancaleonesca armata, la quale, gravida di cotanto ardor, dispensea cum cantica l'effluvi di sì magnificenza et spiritualitade.

 

 

 

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